Monday, 02 November 2020 14:02

Zest Today, 12 September 2020, Italy

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“When I started reading the image titles for each scene, I became fully immersed in this theatrum mundi microcosmos and the elaborated sounds of the accordion for me became physical materials within it: rivers, shadows, sand, ruins, minds. Many of your works as an architect, Daniel, remind me of the gesture of the accordion’s bellow [opening in and out]: it is a sonic lung that is breathing”.

Il dialogo sonoro, creato in esclusiva per il London Design Festival e il progetto al suo interno MSCTY EXPO, “Meditations on Theatrum Mundi” di Yuval Avital e l’opera visionaria del celebre architetto Daniel Libeskind “Theatrum Mundi” – realizzata nel 1983 e composta di 12 disegni astratti a colori, sarà presentato all’interno del progetto #LDF in programma dal 12 al 20 settembre.
In un estratto della conversazione tra Libeskind e Yuval, moderata da Clare Farrow, Libeskind afferma di aver fatto i disegni combinando immagini di città e nuovi sensi di direzione, che tendono a distruggere il tessuto morale ed etico della città. Le città producono nuovi fenomeni, nuove idee, nuovi sensi dell’essere. Theatrum Mundi’ parla di un mondo che è completamente insignificante sotto ogni punto di vista se guardato dalla prospettiva dello spirito della città. Dal canto suo il Maestro Yuval Avital spiega che ‘il termine “Theatrum Mundi” rappresenta storicamente un’idea del mondo come falso palcoscenico che cela la verità nella vita. Ricordo di essere andato nel mio studio a Milano per lavorare alla composizione e di aver guardato gli occhi delle persone che camminavano verso di me, con le loro maschere, e c’era qualcosa di simile al terrore nei loro occhi. C’era una sensazione, uno stato di pericolo imminente. Quando ho iniziato a leggere i titoli delle immagini di ogni scena, mi sono immerso completamente in questo microcosmo “Theatrum Mundi” e i suoni elaborati della fisarmonica sono diventati per me materiali fisici al suo interno: fiumi, ombre, sabbia, rovine, menti. Molti dei tuoi lavori come architetto, Daniel, mi ricordano il gesto del soffietto della fisarmonica [che si apre e si richiude]: è come un polmone sonoro che respira’.

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